ORTAGGI E LEGUMI TIPICI DELLA CALABRIA

Pomodoro di Bielmonte - L'ortaggio si distingue per la grandezza, il colore e la forma e per le proprietà organolettiche. Per quanto concerne la storia di questo "gigante" è possibile supporre che, dopo l'importazione dall'America alla fine dell'Ottocento, abbia acquisito caratteristiche uniche legate alla conformazione del terreno o per una possibile mutazione. Il prodotto può essere di due tipi: il primo, detto "a cuore di bue", è caratterizzato da un peso che varia dai 400 agli 800 grammi e da una forma allungata simile a un cuore. Il secondo, detto il "gigante", si presenta con una forma più tondeggiante e il suo peso può raggiungere e superare i due chili.

Cipolla rossa - Nel territorio di Capo Vaticano-Ricadi, numerose aziende agricole coltivano e commercializzano le famose "cipolle rosse" esportate anche all'estero e comunemente indicate con il nome del centro più importante della zona, Tropea. Nel promontorio di Capo Vaticano il bulbo ha trovato un microclima ideale. La sua dolcezza dipende, oltre che dalla varietà, dal clima mite e dai terreni sabbiosi che si trovano in prossimità del mare lungo la costa tirrenica calabrese. Tutte le operazioni colturali sono eseguite a mano dai contadini del posto. Le tecniche di lavo­razione della cipolla vengono tramandate di generazione in generazione.

 

Patata della Sila - La patata della Sila è una varietà di patata coltivata solo sull'altopiano calabrese. È iscritta nell'albo dei prodotti di montagna. La sua caratteristica organolettica principale è quella di possedere una percentuale di amido superiore alla media che rende il tubero più nutriente e soprattutto più saporito delle altre patate italiane. È l'unico prodotto di alta montagna coltivato nel centro del Mediterraneo.

- A Camigliatello Silano, dal 1978, nel mese di ottobre si tiene la "Sagra della patata della Sila"

- A Parenti, dal 1980, l'ultima domenica di agosto si organizza una manifestazione folkloristico-culinaria incentrata proprio sulla patata della Sila.

Fagioli di Caria - Il prodotto è coltivato nel Vibonese da secoli nel territorio di Caria e di Zaccanopoli. Il fagiolo di Caria deve la sua qualità sia alla particolarità della coltivazione sia alla tecnica di produzione rimasta invariata nel tempo. Le particolari condizioni microclimatiche dell'area dell'altopiano del Poro, a circa 700 sul livello del mare conferiscono al prodotto qualità organolettiche superiori a quelle degli altri fagioli prodotti anche in zone limitrofe. Da oltre trent’anni nel paesino di Caria, situato sulle colline di Tropea, si tiene in agosto la "Sagra della Surjaca".

 

A Cerro Maggiore (MI), mostra-mercato dei formaggi tipici e d'alpeggio
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