I NOCCIOLINI DI CHIVASSO

Dal punto di vista gastronomico, i minuscoli dolcetti chiamati "nocciolini" sono il simbolo di Chivasso: li si trova in vendita in numerosi negozi della città e in loro onore è stata addirittura istituita una festa, che si svolge per le vie del centro a metà giugno.

 

I Nocciolini di Chivasso sono dolci conosciuti nel mondo e prodotti in modo esclusivamente artigianale; prelibate nocciole tonde del Piemonte vengono, dapprima, tostate, poi, macinate e mescolate a zucchero ed albume d'uovo. L'impasto, raggiunta la consistenza ideale, viene inserito nello speciale serbatoio di una macchina che risale, ormai, a più di mezzo secolo fa, la quale distribuisce sulle lastre di cottura la giusta quantità del composto, sotto forma di innumerevoli bottoncini, pronti per essere infornati. Una volta pronti, si lasciano raffreddare e si confezionano negli appositi sacchetti di colore rosa o celeste, a seconda della preferenza del produttore, di diversa grammatura, oppure in scatole trasparenti. 

Abbandonate le scatole metalliche, il prodotto viene impacchettato in confezioni di vario tipo ma, soprattutto, nell'ormai classico sacchetto di carta rosa.


Gli ingredienti del dolcettino tipico di Chivasso sono soltanto tre: nocciole Piemonte sgusciate e tostate al punto giusto, zucchero e albume d'uovo.

I nocciolini hanno quasi duecento anni di storia. Il loro inventore fu il maestro pasticcere Giovanni Podio, intorno al 1810. Colui che ebbe una parte determinante nella valorizzazione e nella diffusione su larga scala di questa tipica specialità, fu però il genero del Podio, Ernesto Nazzaro, che fece conoscere i dolcetti chivassesi in Italia ed in Europa. Sulle pareti della prestigiosa pasticceria cittadina del cav. Ernesto Nazzaro negli anni 30 del Novecento facevano spicco gli attestati di benemerenza e le onorificenze rilasciate da enti e da città, dove il Nazzaro aveva partecipato a fiere ed esposizioni, per presentare la specialità chivassese e meritando, sempre ed ovunque, vasti consensi per la qualità e la bontà del prodotto.

 

Fra i tanti certificati figuravano un attestato d'onore rilasciato per la sua partecipazione all'Esposizione Universale di Parigi del 1900 e l'attestato di merito ricevuto per la sua partecipazione all'Esposizione di Torino del 1911. Ben in vista era anche il brevetto, col relativo marchio di fabbrica, dei Nocciolini, rilasciato dal Ministero del Commercio del Regno d'Italia e datato 1904. Il riconoscimento più ambito fu conseguito dal cavaliere quando poté ornare i contenitori dei Nocciolini dello stemma Reale, in quanto "fornitore della Real Casa di Sua Maestà il Re Vittorio Emanuele III e dei Duchi di Genova".

Il nome originario di questi minuscoli dolcetti fu quello di "noisettes", voce francese che significa, semplicemente, "nocciole". Il nome "nocciolini" comparve soltanto negli anni Trenta del Novecento, in epoca fascista, quando le direttive del regime imponevano di italianizzare i termini stranieri.

S.G. 

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