LA COLOMBA DI PASQUA "NATA" CON LA BATTAGLIA DI LEGNANO

La colomba è il dolce tipico che più caratterizza la Pasqua. Si tratta di un dolce lievitato con ingredienti molti simili al panettone e al pandoro, ma di forma diversa, di colomba appunto. 


Questo dolce chiude tradizionalmente il pranzo pasquale insieme alle uova di cioccolato, perché fin dai tempi più remoti, sia all’uovo sia alla colomba era attribuito un forte valore simbolico di pace, rinascita e amore. Secondo la Bibbia, infatti, fu proprio una colomba, con un ramoscello d’ulivo nel becco, a tornare da Noè dopo il diluvio universale per testimoniare l’avvenuta riconciliazione fra Dio e il suo popolo. 


Alla colomba pasquale sono legate diverse leggende d’epoca medievale. La prima ha per protagonista Re Alboino, quando calò in Italia con le sue orde barbariche tentando di conquistare Pavia.

La resa di Pavia (miniatura del 16° secolo - Biblioteca Nazionale di Parigi)
La resa di Pavia (miniatura del 16° secolo - Biblioteca Nazionale di Parigi)

Tradizione vuole che, dopo un lunghissimo assedio durato tre anni, Alboino fosse riuscito ad entrare in città, alla vigilia della Pasqua del 572. Animato da voglia di vendetta, decretò che avrebbe accettato doni dai cittadini prima che Pavia venisse venisse messa a ferro e fuoco. Così ricevette in dono dodici bellissime fanciulle che avrebbero dovuto deliziare le sue notti.

 

Mentre rifletteva sulla sorte di Pavia, si presentò al suo cospetto un vecchio artigiano con dei pani dolci a forma di colomba: “Sire – disse il vecchio - io ti porgo queste colombe quale tributo di pace nel giorno di Pasqua”. I pani risultarono così buoni da spingere il sovrano ad una promessa: "Pace sia e rispetterò sempre anche le colombe simbolo della tua delizia".

 

Quel dono presentato ad Alboino nascondeva però un sottile inganno. Infatti, quando il re chiese il nome alle fanciulle che gli erano state regalate, scoprì che tutte si chiamavano Colomba. Alboino comprese l’arguto raggiro che gli era stato giocato, ma rispettò lo stesso la promessa fatta, salvando sia la popolazione dalla sua vendetta sia le "Colombe" dalla sua bramosia sessuale. 


Una seconda leggenda parla di San Colombano, un abate irlandese ed ha le sue origini in Lombardia. Si dice che il Santo, giunto a Milano nel 612, fu ricevuto dalla regina Teodolinda insieme ai suoi confratelli. Venne preparato un pasto pantagruelico a base di carne e selvaggina, che il Santo rifiutò di mangiare perché avrebbe infranto il precetto pasquale del digiuno. Teodolinda si offese profondamente e per rabbonirla San Colombano disse che avrebbe consumato quei cibi dopo averli benedetti. Immediatamente le carni si trasformarono in colombe bianche ed il pane assunse la forma di colomba. La regina rimase molto colpita del miracolo e donò a Colombano un vasto terreno vicino a Bobbio dove poi venne eretta l'Abbazia di San Colombano.

 

Una terza leggenda è legata alla Battaglia di Legnano (29 maggio 1176), in cui le armi della Lega lombarda e dei suoi alleati sconfissero quelle dell’imperatore Federico Barbarossa.

 

Una coppia di colombi aveva il suo nido in una via di Milano accanto alla finestra di una donna che si era affezionata a loro. La donna aveva due figli che un giorno dovettero partire per la guerra, arruolati sotto le bandiere della Lega lombarda. La donna piombò nella più nera disperazione.

"La Battaglia di Legnano" di Massimo d'Azeglio (particolare)
"La Battaglia di Legnano" di Massimo d'Azeglio (particolare)

La leggenda vuole che i colombi, colpiti da tanto dolore, volassero fino al campo di battaglia di Legnano, a nord-ovest di Milano, dirigendo con il loro volo i tiri delle armi dei soldati dei Comuni e che, a vittoria raggiunta, si posassero sul pennone del Carroccio. Quando i figli della donna tornarono a casa, anche i colombi rioccuparono il loro nido.

 

La creazione della colomba pasquale come dolce è legata però anche ad un’altra leggenda, sempre riferita alla Battaglia di Legnano. Un condottiero del Carroccio, osservando durante la battaglia due colombi posarsi sopra le insegne della Lega lombarda, decise d’infondere ai suoi uomini il nobile spirito di quegli uccelli facendo confezionare dai cuochi dei pani a forma di colomba, a base di uova, farina e lievito.

 

La colomba come la conosciamo oggi è nata per esigenze industriali. Ai primi del Novecento, Dino Villani, direttore commerciale dell’azienda dolciaria milanese Motta, pensò di sfruttare i macchinari utilizzati per fare i panettoni natalizi per preparare un prodotto usando la stessa pasta e dandogli la forma di una colomba.

 

Il boom e la definitiva consacrazione di questo dolce a simbolo pasquale è dovuto al pubblicitario franco-russo Adolphe Jean Marie Mouron, noto con lo pseudonimo di Cassandre, che realizzò per conto della Motta un manifesto con lo slogan "Colomba pasquale Motta, il dolce che sa di primavera" (nella foto).

 

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