A TORINO IL MUSEO DELL'AUTO SI RINNOVA E DIVENTA MAUTO

La sede di Mauto
La sede di Mauto

Il glorioso Museo dell’Automobile di Torino, dopo una profonda ristrutturazione sia nella parte architettonica sia in quella espositiva, è diventato MAUTO (M come museo, AU come auto, TO come Torino) è sarà inaugurato il 19 marzo 2011 dal presidente della Repubblica, per poi aprirsi al pubblico il giorno seguente.

 

L’idea di un Museo dell’Automobile nasce a Torino nel 1932 per opera di due pionieri del motorismo nazionale, Cesare Goria Gatti e Roberto Biscaretti di Ruffia. Fu Carlo Biscaretti di Ruffia (figlio di Roberto) a legare indissolubilmente il proprio nome al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino: fu lui ad idearlo, radunarne la collezione iniziale, battersi per farlo nascere e adoperarsi tutta la vita per dargli una sede dignitosa.


Nel 1956 l’Anfia (Associazione nazionale fra industrie automobilistiche ed affini) e la Famiglia Agnelli, con il pieno assenso del Comune di Torino, promossero la costruzione di una sede permanente in corso Unità d'Italia.


Il 22 febbraio 1957 fu costituito il Museo dell'Automobile di Torino. La sede storica fu progettata dall’architetto Amedeo Albertini, sulla sponda sinistra del Po, a poca distanza dallo storico stabilimento Fiat del Lingotto.


L’edificio, i cui lavori iniziarono nell’aprile del 1958 e si conclusero nell’autunno del 1960, rappresenta un raro esempio di architettura moderna. Il museo fu ufficialmente inaugurato il 3 novembre del 1960 ed intitolato alla memoria del suo primo Presidente, Carlo Biscaretti di Ruffia.


L’architetto Cino Zucchi, responsabile della ristrutturazione odierna, ha realizzato un’opera di ampliamento ed integrazione sulla struttura preesistente e definita dallo stesso ''una sintesi felice tra la valorizzazione all'edificio di Amedeo Albertini e le necessita' spaziali e comunicative di un museo contemporaneo, vivo e aperto alla città a tutte le ore del giorno''.

 

Francois Confino, lo scenografo a cui si deve l’allestimento del Museo nazionale del Cinema all’interno della Mole Antonelliana di Torino, ha “messo in scena” le auto appartenenti alla collezione del museo, ambientandole in situazioni reali con riferimenti a fatti e personaggi contemporanei al modello esposto con l’ aiuto di basi sonore ed effetti luminosi. A corredo delle varie sezioni, una serie di pannelli interattivi soddisfano le curiosità e gli approfondimenti del visitatore.

 

L’esposizione si articola su due piani. Dalla splendida corte coperta si accede al secondo piano tramite scale mobili per poi si scendere in modo circolare attraversando successivamente ventinove sezioni tematiche. 

 

Il nuovo allestimento prevede la realizzazione di un nuovo percorso musealeche si sviluppa su circa 3.600 metri quadri al secondo piano, circa 3.800 al primo piano e circa 1.200 al piano terra, per un totale di quasi 9.000 metri quadri.

Gli spazi sono suddivisi in 21 aree al secondo piano e 8 aree al primo. Al piano terra superfici destinate principalmente alle esposizioni temporanee e alle aree di accoglienza, sono separate dall'ultima area del museo, dedicata al tema del Design dell'automobile.

 

Il percorso inizia dal secondo piano, interamente dedicato al tema “L’Automobile e il Novecento”. Questo piano riveste una funzione didattica e informativa, illustrando il legame fra auto e storia, permettendo al visitatore di immergersi nei vari contesti - economici, politici, sociali, artistici - particolarmente importanti riguardo all’evoluzione dell’auto nello spazio urbano.

 

Concluso il secondo piano, si passa al primo intitolato “L’uomo e l’automobile”, dove il visitatore ha la possibilità di soffermarsi ed immedesimarsi in alcune situazioni create dalla forza simbolica della vettura o di riflettere sugli aspetti sociali e ambientali legati all’espandersi del fenomeno dell’auto-mobilità.

 

L’ultimo tema del primo piano è rappresentato da un’anteprima dello spazio “Design” che si sviluppa in maniera completa al piano terra (“L’Automobile e il design”), chiudendo il percorso museale.

 

A completamento della parte museale: un centro documentazione, collegato in rete con i maggiori musei del mondo, un centro didattica, uno spazio eventi, due sale congressi da centocinquanta e quattrocento posti ed il “garage” di quasi duemila metri quadri dove saranno ospitati, oltre ad una serie di vetture storiche, alcuni laboratori di restauro riguardanti l’interno (selleria, tappezzeria, legno), l’esterno e la verniciatura delle vetture storiche.

 

Come in tutti i musei più attuali non potevano mancare: il bookshop, la caffetteria ed un ristorante.

 

Il consiglio di amministrazione del nuovo Museo Nazionale dell’Automobile di Torino (sotto alcune immagini) ha deciso di intitolare il museo a Giovanni Agnelli, ma sarà comunque ricordato anche il suo ideatore e fondatore Carlo Biscaretti di Ruffia.

Giulio Colombo

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