DALLO YOGA ALLA CUCINA: ROMANA BOSCO, IL DESTINO DI UNA PASSIONE

Romana Bosco, maestra di cucina e autrice di libri e trasmissioni televisive, si racconta e ci regala due ricette primaverili da provare subito.

 

Com’è nata la scuola di cucina Il Melograno?

 

La scuola è nata nel 1979 perché sentivo alcune esigenze importanti. I miei due figli erano ormai grandi e desideravo trovare un progetto creativo che mi impegnasse a fondo, essere a contatto con molte persone, realizzare le mie aspirazioni interiori. Dopo aver tentato approcci in vari campi, decisi di frequentare la scuola Cordon Bleu a Roma e da allora la cucina diventò il mio interesse più forte. Con l’aiuto della mia amica Giovanna Bottelli, che ancora oggi è attiva al mio fianco nella scuola, iniziammo a proporre qualche incontro, senza immaginare che nel giro di poco si moltiplicassero notevolmente.

 

E la pratica dello lo yoga?

 

E’ l’altra grande passione alla quale devo molto. La chiarezza con cui ho individuato il mio percorso, la determinazione che mi è stata necessaria per realizzare delle idee nuove, la pazienza infinita per insegnare e anche la concentrazione per non perdere di vista le alchimie della cucina sono solo alcune delle abilità che continuo a coltivare con una pratica regolare. A dire il vero mi sarebbe piaciuto molto diventare maestra di yoga ma poi ho scelto una materia che mi desse per così dire un maggior senso di concretezza e contatto con la quotidianità.

 

Che tipo di lezioni propone?

 

I due corsi fondamentali sono quello base e il perfezionamento. Il corso base in sei lezioni fornisce insegnamenti su tutto ciò che è necessario sapere per organizzarsi in cucina, scegliere gli alimenti, le cotture e anche come presentare in tavola. Non solo per quando si ospita ma per tutti i giorni. Si impara a fare la pasta, i risotti, tutti i piatti principali della nostra tradizione culinaria. Il perfezionamento è dedicato a coloro che dopo aver fatto parecchia pratica vogliono cimentarsi con preparazioni più complesse. Dopodiché si spazia dai menù per le feste, le lezioni monografiche sul pane, le conserve, tutto sulle arance, la cucina ayurvedica, l’arte di ricevere, solo per citarne alcuni. In certi casi mi avvalgo della collaborazione di maestre specializzate, talvolta sono io ad essere invitata a insegnare in altre scuole. E’ un’ulteriore opportunità di scambio e crescita.

 

Che tipo di allievi frequentano il Melograno?

 

La presenza alle lezioni è prevalentemente femminile, si tratta di giovani che stanno per sposarsi, signore che vogliono equilibrare e variare la dieta in famiglia e anche cuoche in cerca di nuove idee. Spesso dopo aver partecipato al corso di base tornano per proseguire con un percorso adatto alle loro esigenze e anche se la mia non è una scuola di formazione professionale qualcuno ha proseguito creando scuole, gastronomie e anche ristoranti di successo. Alla fine della lezione assaggiamo e commentiamo insieme i piatti che abbiamo preparato e ne curiamo la presentazione.

 

Cos’è cambiato nella sua didattica in oltre trent’anni di attività?

 

Oggi c’è più attenzione alla versatilità e allo snellimento (in tutti i sensi): molti corsi da una sola lezione, verietà nella scelta degli orari, una cura particolare per gli abbinamenti. Le lezioni più richieste riguardano la cucina veloce, piatti per occasioni speciali non troppo costosi e lunghi da preparare e anche ricette etniche come ad esempio il cous cous. Inoltre: incontri per conoscere e abbinare i vini e cucinare per celiaci.

 

Cosa ne pensa delle trasmissioni televisive dedicate alla cucina?

 

Sono rivolte al grande pubblico e condizionate dai tempi televisivi, purtroppo il prodotto finale tende al basso. La funzione risulta più di intrattenimento che istruttiva e forse sono avvantaggiati maggiormente coloro i quali sanno già cucinare. In una scuola dell’obbligo aperta e lungimirante credo che sarebbe quanto mai necessario insegnare il valore del cibo anche come attività manuale, mantenimento della salute, condivisione e cultura.

 

Qual è il suo piatto preferito e cosa le piace di più cucinare?

 

Mi piacciono molto gli antipasti per la varietà dei gusti e colori. E se proprio devo scegliere amo preparare le salse. Perché una salsa riesca bene ci vuole sensibilità e intuito, una imprecisione nelle dosi o un attimo in più di cottura e il piatto fallisce!

 

Da dove prende spunti per proporre idee e ricette sempe nuove?

 

La cucina è un ambito di cambiamenti e innovazioni continue sia per quanto riguarda il gusto che la tecnologia. Le linee guida sono tracciate dai grandi chef ai quali bisogna riconoscere il lavoro di ricerca, sperimentazione e il coraggio di osare abbinamenti inconsueti.

Anche nel ristorantino sotto casa può esserci un ottimo cuoco, ma nei grandi ristoranti vengono realizzate proposte innovative a trecentosesanta gradi dove cosa c’è nel piatto fa parte di un progetto molto articolato. E’ una magia nella quale è bello farsi trasportare. Certo non possiamo pensarlo come un modo di mangiare di tutti i giorni, ma per me che sono una maestra, non una cuoca, è importante trovare dei frammenti di genio che vivacizzino le cucine domestiche.

La cucina di casa può essere, secondo la mia visione, un centro creativo dove possiamo progettare salute e serenità per noi stessi e la nostra famiglia.

 

Romana ha prodotto un corso di cucina in video, ha partecipato a numerose trasmissioni televisive, ha scritto vari libri tra cui "Dieta e fornelli" in collaborazione con il famoso dietologo dott. Giorgio Calabrese (ed. Piemme) e collabora con le più prestigiose riviste del settore.

Il suo sito web è: www.cucina-ilmelograno.it

 

Queste le ricette di Romana Bosco: Cupolette di barbabietole e Antipasto vegetariano

 

Alessandra Rito

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